ACU Piemonte
Associazione Consumatori Utenti

Ore 15:18 del 5/9/2010

Gli SPRECHI della Regione Piemonte


VI RACCONTO UNA STORIA.
Premessa (per comprendere meglio).

Le Associazioni dei Consumatori svolgono per statuto attività d'utilità sociale.
Le fonti di finanziamento derivano dalle quote associative e dai contributi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni.
Una parte del lavoro (per conoscere le altre attività si legga lo statuto) è dedicata all'assistenza diretta dei cittadini. Chi non ha mai visto MI MANDA RAI TRE?, la trasmissione rende bene l'idea dei reclami e dei problemi che la cittadinanza ci sottopone quotidianamente. Ad oggi, le Associazioni dei Consumatori sono conosciute soprattutto merito dei Centri di Assistenza, dove rivolgersi per essere aiutati nella risoluzione di varie problematiche.
Questi Centri di Assistenza hanno il nome di "Sportello dei Consumatori".

Chi vive in Piemonte sa bene che prima del 2005 chi si rivolgeva allo Sportello del Consumatore per essere assistito aveva esclusivamente l'onere di tesserarsi, dopodiché poteva essere ascoltato da consulenti specializzati o da legali senza sostenere alcun costo. Tutto ciò merito anche della Regione Piemonte che aveva scelto di contribuire al sostegno di alcune spese sostenute dagli Sportelli del Consumatore con fondi che variavano da 20.000,00 a 40.000,00 euro a Sportello circa. In quegli anni era attivo inoltre un numero verde a cui i cittadini potevano rivolgersi ed essere ascoltati senza dunque sostenere neppure la spesa di una telefonata. Dall'altra parte della cornetta rispondevano 4 Associazioni dei Consumatori pronte per 8 ore al giorno a dare consulenze ai cittadini con 14 Sportelli distribuiti sull'intera Regione.
Giornalmente ai nostri telefoni si fornivano più di 30 consulenze al giorno, allo Sportello si ricevevano decine di persone e la Regione era perfettamente consapevole del numero dei cittadini a cui fornivamo aiuto essendo in loro possesso i tabulati telefonici delle chiamate ricevute al numero verde. Migliaia di casi.

Le Associazioni dei Consumatori oltre ad assistere direttamente il cittadino, raccolgono ed inviano le segnalazioni agli organi competenti perché intervengano. E così che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, a seguito anche di nostre segnalazioni, ha sanzionato le aziende che non hanno rispettato quelle norme a tutela del consumatore. Lo Stato ha deciso di destinare i proventi di dette multe a sostegno di politiche a vantaggio dei consumatori per informarlo ed evitarne nuovi raggiri, e laddove esistessero problemi assisterlo.

Le Associazioni dei Consumatori esultano, finalmente un po' di respiro!!!
Con Decreto del Ministro delle Attività produttive alla Regione Piemonte si assegnano fondi per € 911.654,00 da destinarsi ad interventi mirati all'informazione a favore dei consumatori ed utenti ed al Decreto del Direttore Generale per l'armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori ha previsto, che i programmi, uno per ciascuna Regione, per essere ammessi al contributo, dovranno prevedere la realizzazione di interventi esclusivamente e direttamente mirati al miglioramento della condizione informativa dei consumatori e degli utenti e potranno prevedere strumenti quali la gestione di appositi sportelli informativi e call center, oltre che la realizzazione di interventi inseriti nei piani regionali di settore purché esclusivamente e direttamente destinati ai consumatori.

Le Associazioni erano tutte d'accordo sull'intervento più indispensabile da farsi: dare forza agli Sportelli che fino ad allora avevano gestito migliaia di casi di truffe e raggiri sempre in situazione di precarietà economica.
Propongono alla Regione Piemonte che le risorse messe a disposizione dal Ministero, siano dunque destinate per il rafforzamento per la qualificazione della rete già profondamente radicata nel territorio. Una rete che ha sempre ha dato prova di qualità e capacità di gestione dei reclami. Da anni, infatti, esistevano Sportelli già specializzati e conformi ai criteri del finanziamento regionale.

Ci auguravamo dunque che i fondi potessero essere destinati per elevare la qualità di una struttura esistente. Erano gli anni che vedevano i consumatori frodati dalla Cirio, dalla Parmalat dalla Telecom dalle Assicurazioni ed i nostri Sportelli necessitavano ancor di più di supporto per poter vincere battaglie così importanti.

In un momento così importante, la Regione Piemonte volta la faccia ai consumatori, decide di non sostenere l'assistenza dei suoi cittadini, chiude il numero verde che riceveva migliaia di chiamate, ed in presenza di fondi così consistenti invece che incrementarne la qualità degli Sportelli esistenti, gli taglia i fondi.

I professionisti quali, avvocati, commercialisti, fiscalisti, esperti in materia bancaria ed assicurativa che collaboravano da anni al servizio dello "Sportello del Consumatore" che costituivano un organico selezionato non si vedevano riconosciuto neppure al rimborso spese ed i dipendenti e collaboratori delle associazioni non potevano rinnovare il loro contratto di collaborazione agli Sportelli.

L'ACU e le altre Associazioni storiche protestano a gran voce. Non si comprende per quale motivo la Regione Piemonte decida di oscurare un servizio tanto utile e, soprattutto con una tale entità di denaro a disposizione, ribadiscono alla Regione che tale scelta graverà nuovamente sui cittadini in quanto, per mantenere attivo il servizio storico di Sportello le associazioni dovranno chiedere un contributo spese a chi si rivolgerà presso i propri Sportelli.
Le strutture per esistere ed erogare servizi di professionalità hanno purtroppo dei costi da sostenere e non si spiega perché far pagare al cittadino un servizio che potrebbe essere gratuito visto l'esistenza di fondi così cospicui, provenienti dal Ministero e pertanto senza impatto sul bilancio regionale.
Non sostenere gli Sportelli significa favorire e non scoraggiare le piccole frodi che sommate sottraggono alla gente milioni di euro, pensiamo alle più banali, le frodi sulle utenze telefoniche. Chi si vede sottrarre 50 euro sul traffico telefonico spesso rinuncia a tutelarsi se deve pagare per essere seguito. Provate a sommare 50 euro per migliaia di utenti ed è facile comprendere la mole del danno.

L'ACU non si dà pace, soprattutto quando scopre che gli Uffici della Tutela del Consumatore della Regione Piemonte stanno compiendo un vero e proprio sperpero, con quel denaro stampa gadget, opuscoli, migliaia d'agende e paga consulenze e siti internet inutili.
Perché sperperare il denaro in gadget e agende quando la necessità dei cittadini è quella di essere ascoltato e consigliato ed assistito?

L'ACU informa la Stampa, getta una provocazione, chiede hai cittadini: "Se avete mal di denti, volete un medico o un volantino che vi spieghi come curare il dolore? Se siete stati truffati, volete essere assistiti o un volantino di consolazione?", denuncia a gran voce la politica non condivisa dell'Assessorato al Commercio, che sembra essere più un operazione di facciata. Difatti, La Regione pubblicizza una rete di 60 Sportelli a fronte dei 14 precedenti ma non spiegano che gli Sportelli sono stati svuotati di contenuto e potenza. Non dicono che si rivolgerà ai nuovi Sportellini, se sarà fortunato grazie alle loro scelte troverà obiettori di coscienza. (La Stampa 12.11.2007).

Articolo da "Il Giornale del Piemonte" del 18 aprile 2008
Articolo da "La Repubblica" del 18 aprile 2008 (intro)
Articolo da "La Repubblica" del 18 aprile 2008 (articolo)
Articolo da "Torino Cronaca" del 18 aprile 2008
Articolo da "La Stampa" del 12 aprile 2008 (intro)
Articolo da "La Stampa" del 12 aprile 2008 (articolo)

ACU Piemonte - Regione Piemonte - C.F. 97703850012

Sviluppato da NAQUADA